Chi ha ucciso Alice (e gli altri).

Saremmo dovuti uscire con un articolo, l’ennesimo, sul problema delle bancarelle e sullo sciagurato regolamento che sta per essere votato in Consiglio Municipale. Ma queste sono “cazzate”, in confronto allo sterminio che è in atto da decenni ormai sulle nostre strade. E ogni volta che qualcuno muore, giovane o anziano che sia, ogni volta che qualcuno rimane gravemente offeso, ogni volta che la vita di una famiglia viene per sempre spezzata e si lacera il tessuto sociale che permette a tutti noi di vivere una vita di affetti, il resto passa immediatamente in secondo piano.

Ieri è deceduta Alice, una ragazza investita sabato pomeriggio su via dell’Amba Aradam, all’altezza di Porta Metronia. Investita da una automobile. Sabato sono morti anche due ragazzi in un gravissimo incidente su via Nomentana. Viaggiavano a bordo di una automobile. Ieri un ferito grave sulla Tangenziale Est. Ha perso il controllo della sua motocicletta.

C’è chi in queste ore si concentra sulla dinamica degli incidenti cercando colpe rassicuranti, c’è chi alimenta polemiche vergognose addirittura sulle categorie (razza, tipo di lavoro), c’è chi parla solo di fatalità, c’è chi considera le tragedie inevitabili e quindi si mette l’animo in pace. “Sono cose che succedono”.

Ma chi ha ucciso Alice e gli altri è l’inerzia criminale di chi abbiamo (negli anni) chiamato a rappresentarci perché per tutti noi il problema dei morti in strada non esiste se non quando arriva a toccarci personalmente. Non consideriamo la sicurezza stradale importante abbastanza da darle priorità rispetto al resto. Gli adulti sono un pessimo, pessimo esempio di cosa significa stare in strada. E i giovani che osservano avidamente non fanno altro che imparare in fretta, considerando la strada uno sfogatoio, un altro luogo di prevaricazione sociale.

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Non un euro è stato speso in questi anni per una campagna seria, pressante, pervasiva sulla moderazione della velocità. Nelle scuole, sui luoghi di lavoro, negli eventi. Non un euro messo per far vedere cosa significa quando un mezzo di 1000 o 2000 kg ti arriva addosso oltre i 30 km/h. Nessuno si lamenterebbe di andare troppo piano. Eppure in molti considerano ridicola solamente l’idea di viaggiare a velocità ridotta in città. Perchè già soffrono il traffico, figuriamoci se poi devono essere costretti da qualche limitazione a farlo  anche quando trovano spazio sulla strada.

Non un euro è stato investito sulla sicurezza e il miglioramento delle infrastrutture. E non fatevi fregare perchè non è una questione di soldi, è una questione di volontà e di progetto politico.

Assassino è chi non fa niente. E in questo tutte le amministrazioni che si sono succedute, questa ultima compresa, sono responsabili. Perchè è inaccettabile che non si possa intervenire in maniera tempestiva, veloce e rapida su un problema che solamente a Roma nelle strade urbane coinvolge circa 18.000 persone tra feriti e morti (dati Istat 2015).

L’unica priorità dimostrata in questi anni è stata quella di concedere ai veicoli di transitare sulle strade, su tutte le strade, sbattendosene il cazzo della loro velocità e del valore della vita delle persone. Considerando che per installare un banale dissuasore di velocità su una strada a Roma tocca far scendere giù il Papa in persona e forse non basta nemmeno. Perchè il transito dei veicoli non deve essere disturbato. Mai. 

Chi ha ucciso Alice e gli altri continuerà a farlo, anche oggi, anche domani con la passività della sua azione politica.

#bastamortinstrada

2 commenti

  1. L’ex sindaco Marino, appena insediato, ha provato a mettere gli autovelox su Via Labicana per cominciare un serio contrasto alla guida scellerata di tanti. Si è scatenato l’inferno mediatico complici molti giornali e sono stati tolti, invece è l’unica soluzione. Multe a non finire, ma bisognerebbe avere dei controlli seri sulle strade, utopia per Roma.

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    • a quanto pare non è solo questione di utopia ma di precisa volontà politica. se una cosa la vuoi realizzare la fai, sti cazzi dei giornali e dell’opinione pubblica. serve una linea precisa e senza ripensamenti. a quanto pare anche questa amministrazione attuale sta dimostrando di non averla.

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