#lascialadoppia: oggi era solo l’inizio.

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Oggi, 5 marzo 2016, abbiamo detto basta alla sosta illegale delle automobili a Roma. Illegale perché lo dice il codice della strada, illegale perché inquina l’aria a danno della salute dei cittadini, illegale perché aumenta la pericolosità sulle strade, illegale perché permette a migliaia di cittadini di fare una scelta, quella di utilizzare il mezzo privato, che altrimenti si guarderebbero bene dal fare.

“Prendo l’automobile perché tanto un buco lo trovo. Prendo l’automobile perché pure se ogni tanto prendo una multa non mi importa. Prendo l’automobile perché la parcheggio dove mi pare, visto che non c’è posto”

La storia di via Albalonga è un esempio concreto di come situazioni anormali e assurde siano per anni state considerate un male accettabile ma anche di come questa città sappia ancora rispondere in maniera costruttiva alle malattie che la attanagliano. Da semplice battaglia di quartiere, anzi di strada, questa è diventata una lotta per il bene comune di tutta Roma, perché oggi insieme a noi erano presenti tanti cittadini di altre zone di Roma, alcune molto distanti da qui, cittadini che si riconoscono in movimenti e associazioni molto eterogenee, persone che sono venute perché hanno a cuore la sorte di questa città.

La sosta illegale è la concessione che le strade di Roma regalano a chi usa l’automobile, sicuro di poter disporre delle strade come fossero una estensione di casa sua, il suo ufficio, come se utilizzare la macchina fosse un diritto.

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Noi oggi abbiamo ribadito invece che è la mobilità ad essere un diritto, soprattuto la mobilità sostenibile che mette al centro dell’attenzione la salute, la qualità della vita e il benessere dei cittadini.

E’ un processo virtuoso quello di “togliere lo spazio alle automobili” che vuol dire prendere quello spazio per metterlo a disposizione del trasporto pubblico per farlo viaggiare su corsie protette dove il servizio possa diventare competitivo in termini di tempi di percorrenza e qualità. E’ fondamentale dare la possibilità a migliaia di cittadini di spostarsi in sicurezza e con il rispetto di tutti gli utenti della strada portando la bicicletta sulle strade visto e considerato che il 60% degli spostamenti quotidiani a Roma interessa percorsi al di sotto dei 7km. E’ doveroso dare ai pedoni luoghi adeguati per muoversi a piedi, per sostare, per godere di questa città e per restituire le strade alla socializzazione e al dialogo, vero motore della cittadinanza. E’ urgente convincere i commercianti e le associazioni che li rappresentano che le automobili sono il passato, oltre ad essere la causa principale del calo dei profitti, perché nessuno ha più voglia di andare a fare shopping in mezzo alla puzza, al traffico, ai rumori, camminando su marciapiede dalle dimensioni ridicole facendo a slalom tra le bancarelle e le buche.

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Il messaggio che abbiamo lanciato è semplice: le risorse vanno destinate a riprogettare le strade, è la mobilità che deve adeguarsi al benessere dei cittadini non il contrario. Per questo facciamo carreggiate dalle dimensioni ridotte che impediscono la sosta in doppia fila e moderano la velocità facendo scorrere il flusso veicolare, potenziamo il tpl, incrementiamo le pedonalizzazioni, le bike lanes leggere, lo sharing pubblico, riduciamo i parcheggi. Mettiamo in sicurezza tutti gli attraversamenti pedonali.

Con quattro brutti pezzi di plastica a via Albalonga abbiamo messo fine a decenni di malcostume e di prevaricazioni. Adesso quindi non solo non abbassiamo la voce ma gridiamo ancora più forte che vogliamo una città diversa, sana, più decorosa e sicura.

Roma, 5 Marzo 2016.

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